Alimentazione: quali cibi possono favorire l’insorgere dell’emicrania


Gli attacchi di emicrania sono un incubo per milioni di italiani. Come è noto, si manifestano con un dolore localizzato a metà del capo, spesso associato a nausea e vomito, che dura in media due ore e che può essere anche fortemente invalidante dal punto di vista sociale.
Molti studi hanno evidenziato che i sintomi dell’emicrania possono essere sensibilmente attenuati eliminando alcuni alimenti dalla propria dieta.
In particolare, chi soffre di emicrania dovrebbe evitare: i cibi conservati – in scatola o liofilizzati – e i cibi da fast food che contengono additivi e conservanti come i nitriti; il vino rosso che contiene elevate dosi di tiramina e alcuni vini mossi a causa della presenza di anidride solforosa; i crauti, le patate e i formaggi stagionati che, come il vino rosso, contengono tiramina; i dadi da brodo che possono contenere glutammato di sodio.
È opportuno inoltre evitare le pietanze troppo salate e quelle troppo “zuccherine”.
Al fine di ottimizzare i processi digestivi bisognerebbe mangiare a intervalli regolari di tempo, senza restare troppe ore a digiuno. Ricordiamo infatti che l’ipoglicemia e la cattiva digestione sono tra le causa scatenanti degli attacchi di emicrania e del conseguente senso di nausea.


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