Nausea in gravidanza: rassegnarsi o combatterla?


Le conseguenze della nausea e del vomito specie dalla quinta alla quattordicesima settimana sono note: disagio, malessere, disidratazione, denutrizione e, nei casi più gravi, anche la necessità di ospedalizzazione.
Del resto, l’uso dei farmaci è sempre sconsigliato in gravidanza in quanto può arrecare seri rischi di danni al feto.
È dunque giusto rassegnarsi a convivere con la nausea durante la gestazione? Prima di farlo e compromettere la gioia e la serenità della dolce attesa è consigliabile provare a ricorrere alle terapie alternative non farmacologiche per il trattamento della nausea gravidica che anche in Italia si stanno diffondendo sempre più, come l’agopuntura e la l’acupressione.

Per quanto concerne l’agopuntura, questa pratica è stata introdotta dal Servizio Sanitario Nazionale nel tariffario delle prestazioni erogabili in convenzione e sono attivi due servizi pubblici per l’iperemesi gravidica presso il Dipartimento di Ginecologia e di Ostetricia dell’Università di Torino e ad Aosta presso il Centro Convenzionato IRV. L’acupressione è invece comodamente disponibile in farmacia grazie ai bracciali P6 Nausea Control® Sea-Band®.


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